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Sempre più spesso si sente parlare di mobbing nell'ambiente di lavoro, ma non sempre si comprende effettivamente il significato del termine e, cosa più importante, di sovente non si conosce veramente in che cosa consista il comportamento che lo realizza.
Il termine, che deriva dal verbo inglese "to mob", significa letteralmente "attaccare con violenza"; nel contesto lavorativo tale attacco si realizza con la reiterazione di violenze psicologiche, umiliazioni, emarginazione e quant'altro; in pratica si traduce in un comportamento ripetuto ed irragionevole posto in essere contro uno o più Dipendenti ed idoneo a creare pericolo per la salute (fisica e mentale) o che addirittura compromette la sicurezza del Soggetto colpito (somatizzazione, depressione, suicidio) ed eventualmente degli altri (episodi di violenza verso i colleghi e/o familiari).
Ad oggi la migliore definizione, a livello giuridico e normativo, viene fornita nell'Art. 1 del Disegno di Legge 3255, che elenca vari tipi di comportamenti mobbizzanti quali pressioni o molestie psicologiche, calunnie sistematiche (cioè rendere un Dipendente il cd. capro espiatorio), maltrattamenti ed offese verbali, minacce o atteggiamenti che possano intimorire, critiche immotivate, ostilità, delegittimazione dell'immagine anche di fronte a colleghi ed estranei, esclusione dall'attività o attribuzione di compiti esorbitanti o dequalificanti rispetto al profilo professionale, esercizio esasperato di forme di controllo e atti di discriminazione.
Purtroppo anche la nostra Amministrazione non è immune da questa problematica che anzi, grazie anche all'ordinamento gerarchico, ha trovato un terreno fertile allo sviluppo di quello che possiamo chiamare il cancro tipico dell'ambiente lavorativo; se ne è infatti parlato in un convegno organizzato dalla Segreteria Generale della CONSAP, al quale hanno partecipato varie Autorità Politiche ed i Vertici della Polizia di Stato.
E' necessario ed urgente curare e prevenire il mobbing poichè esso, oltre ad essere lesivo per l'essere umano (anche il Poliziotto lo è !!!), danneggia in maniera rilevante la produttività e, nel nostro specifico caso, si concretizza con l'offerta di un prodotto qualitativamente non buono al bacino di utenza, cioè tutti i Cittadini che si trovano sul Territorio nazionale; di fatto un dipendente "mobbizzato" apparirà demotivato e depresso, facendo così venir meno quel senso di sicurezza che dovrebbe infondere negli altri la figura del Poliziotto.
Non è raro che una Persona, colpita dal mibbing, si dimetta volontariamente dall'incarico, magari non sentendosi più all'altezza della situazione; la CONSAP, da sempre attenta ai problemi dei Poliziotti, vuole tendere una mano a coloro che oggi versano in situazioni di mobbing, aiutandoli a reagire in maniera corretta e coerente.
Non è giusto tollerare ciò che è oggettivamente sbagliato, come la violenza e la prepotenza: LA DIGNITA' NON SI TOCCA !!! |
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